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Come prepararsi per un colloquio di lavoro

Colloquio di lavoro - Sara Cavallari

Come prepararsi per un colloquio di lavoro

Che cosa può fare una mamma imprenditrice, che passa tantissimo tempo in ufficio ed in azienda?

Passarvi qualche consiglio per affrontare un colloquio di lavoro!

Credo d’aver esaminato nel corso di questi ultimi 10 anni, una media di 40 curriculum al mese per diverse posizioni all’interno della nostra struttura.
Alcuni curriculum mi sono piaciuti immensamente ma poi, in fase di colloquio, le cose andavano decisamente in maniera diversa.

Questa è la mia personale classifica per “superare” (almeno nel mio caso) il colloquio nel miglior modo possibile.

Certo, alcuni di questi consigli vi sembreranno banali ma credetemi; nulla è banale!

1. PARTIAMO DALLA FINE

“Ha bisogno di informazioni ulteriori?”
In media concludo sempre il colloquio in questo modo e vuoi sapere una cosa? Ci resto proprio male quando il candidato non ha domande, non vuole chiarimenti, non ha il minimo dubbio. Che cosa vorresti sapere sull’azienda? Hai qualche domanda sull’orario o sulla privacy policy per i dipendenti? Mi piacciono le persone curiose: significa che hanno idee ed un cervello pensante.
Il mio consiglio è: non chiudere mail il colloquio senza fare una domanda. Preparala, anche se potrà sembrare banale. Fare domande è indice di interesse!

2. CHE COSA FACCIAMO?

“Bene, sai di che cosa si occupa la nostra azienda…”
Lo capisco dalla faccia del candidato quando la risposta è ASSOLUTAMENTE NO!
Strano (ma vero!) ci sono diverse persone che si presentano ai colloqui senza sapere minimamente di che cosa si occupi l’azienda. Non stiamo parlando della mansione specifica, ma proprio dell’azienda: produce bulloni o caramelle? Informiamoci! Facciamola una mini ricerca su Google!
Credo sia importante arrivare ad un colloquio conoscendo almeno il settore merceologico di
riferimento.

3. BUGIA PORTAMI VIA
Fun fact: durante i colloqui il selezionatore deve testare una serie di cose ed anche la capacità di gestire l’emotività e/o di motivare alcune informazioni presenti nel curriculum. Sei andato fuori corso perchè hai girato l’Inghilterra zaino in spalla? Benissimo! Non c’è bisogno di mentire e/o di inventare qualcosa di diverso per giustificare il tuo “ritardo” sulla tabella di marcia universitaria. Le bugie durante il colloquio hanno le gambe corte: ricorda che l’emozione e l’ansia possono giocarti brutti scherzi!

4. THIS IS NOT A PARTY

Jeans strappati. Magliette ombelico in vista. Gonne cortissime.
It’s a colloquio baby, not a party!
Negli anni questa è la cosa più assurda che mi sono sempre trovata a puntualizzare: l’abbigliamento è una forma di comunicazione. Non c’è bisogno della cravatta ma nemmeno della tua t-shirt con i buchi e i tuoi jeans multi tasche multi strappo.
Credo che la sobrietà sia un grande biglietto da visita: via i tacchi esagerati, via tutto ciò che è fluo, tutto ciò che è sporco (si potrà andare ad un colloquio SPORCHI?) e tutto ciò che è too much.
Evviva una giacca, evviva una camicia semplicissima.
Che siete estrosi, originali, super top, potrete dimostrarlo nel tempo!

5. SORRY NOT SORRY

“Mi scusi, ma…”

Quante volte mi sono capitati casi di persone che non ascoltavano e mi interrompevano durante il colloquio, continuamente.
La predisposizione all’ascolto è una skill davvero importante: sii paziente, arriverà il momento delle domande (alla fine!) e potrai chiedere tutto ciò che preferisci.
Credo che l’educazione sia la prima cosa da portare ad un colloquio e mostrare supponenza e/o interrompere sempre e/o mostrare disinteresse all’interlocutore, non siano grandi biglietti da visita.
Respira, rilassati, ascolta.
É un colloquio: parliamo di ciò che sai fare e di ciò che potremmo fare, insieme.

Spero d’aver aiutato qualcuna di voi ad ottimizzare il proprio rapporto con i colloqui.
Presto, vi parlerò anche dei curriculum più brutti io abbia mai visto.

Ma questo è un altro articolo…!

Un abbraccio,

Sara

Sara Cavallari

About Sara Cavallari

Sono una mamma, un’imprenditrice ed una donna con diversi sogni nel cassetto. Le mie armi segrete? Un tacco dodici, il sorriso di mio figlio e gli occhi sempre pronti a cogliere nuove opportunità. Ti racconto la mia esperienza di #bossmama. Perchè le donne, possono tutto.

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